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07/12/2007

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07/12/2007
IL PUNTO D'ARRIVO

 

 

A Yokohama c'è tutto il Milan. E anche se al ritorno in Italia ci saranno tanti impegni ravvicinati, il gioco vale la candela. Maldini vuole chiudere il cerchio e ribadisce: "Gioco fino al 30 giugno 2008"

YOKOHAMA (Tokyo) Puntualissimo, alle 11.30, sotto gli occhi del delegato Fifa, ecco il Milan. Pronti per il Media Conference, allo Yokohama Royal Park Hotel, da sinistra verso destra, Adriano Galliani, Carlo Ancelotti, Paolo Maldini, Alberto Gilardino e Kala Kaladze. Alle loro spalle il logo ufficiale: JAPAN 2007 Fifa Club World Cup.

Il primo a parlare è Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan: Siamo qui in Giappone per la sesta volta, è una cosa straordinaria. Dal pullman, dal cerimoniale, da questa stessa conferenza stampa, ci siamo accorti che non stiamo disputando la vecchia Intercontinentale, ma qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo, questo è davvero il Mondiale per Club. Ieri notte dicevamo in aereo con il nostro allenatore e il nostro capitano che delle tante squadre che giocano a calcio in Europa, solo una viene a fine anno in Giappone e noi siamo molto contenti di rappresentare il nostro continente. Tutti al Milan sanno che per questa stagione sportiva questo è lobiettivo principale della nostra società. Faremo tutto il possibile per conquistare questa ambitissima coppa.

A ruota Carlo Ancelotti: Le aspettative sono molto importanti e noi abbiamo un obiettivo ben preciso, vincere. A questo evento partecipano squadre di ottimo livello, di tutti i continenti. Non sarà semplice, ma siamo convinti di avere le qualità per ottenere il massimo.

Dopo i saluti introduttivi di Paolo Maldini (Questo trofeo è un punto darrivo per qualsiasi calciatore), Alberto Gilardino (Cercherò di dare il mio contributo in questa esperienze per me nuova) e Kaladze (Siamo arrivati un po prima per prepararci bene, non sarà facile), si passa alle domande.

Viene girata, per un commento, a Paolo Maldini la voce in base alla quale avrebbe in animo di ritirarsi dal calcio subito dopo la conclusione del Mondiale per Club: Non ho assolutamente questa intenzione, ho firmato fino al 30 giugno 2008 e quella sarà la fine della mia carriera. Dopo cinque mesi di rieducazione, sarebbe assurdo interrompere la stagione adesso che sto bene. Voglio godermi fino in fondo questa stagione. Ancora Paolo sulle esperienze, anche le sconfitte, della sua grandissima carriera: E vero, ho perso tante finali, ma per arrivare alle finali bisogna vincere, bisogna essere protagoniste di trafile che pochi calciatori al mondo conoscono. E poi la sconfitta fa parte del gioco. Adesso siamo qui per la chiusura di due anni di lavoro, la chiusura di un cerchio iniziato con il nostro allenatore. Con il Milan, qui in Giappone, le volte che abbiamo perso, sono ripartito avendo la speranza che sarei potuto tornare. Con la Nazionale, nel 2002, sapevo invece che non avrei avuto altre occasioni. Si fa presto a fare il confrontoIn ogni caso le sconfitte non sono mai facili da digerire, soprattutto nelle ultime due Intercontinentali dove abbiamo perso contro due squadre che erano davvero alla nostra portata, soprattutto il Velez.

Quindi Adriano Galliani, chiamato in causa sul significato di questa competizione e sulle fatiche che comporta, visto che al rientro in Italia il Milan dovrà giocare il derby sotto linfluenza del fuso, la coppa Italia e a gennaio una lunga serie di partite ogni tre giorni: Il gioco vale assolutamente la candela. In aereo ci siamo detti che è vero, si fa un po di fatica, ma siamo anche daccordo che sia meglio farla noi questa fatica piuttosto che il Liverpool. Se è per quello avevamo fatto fatica anche alla seconda giornata in casa contro la Fiorentina, due giorni e mezzo dopo la Super Coppa Europea. Però quando vedi i biglietti della manifestazione, gara 1, 2, 3 e così via fino al 7, ti accorgi che sei in un Mondiale. Come in tutte le cose della vita, ci sono vantaggi e svantaggi. Noi comunque siamo pronti e allenati. Sul palco della nostra Festa di Natale, con il presidente Berlusconi, abbiamo preso limpegno di vincere e lo confermo. Sono felice di essere ancora qui con tante persone di 18 anni fa, Ancelotti, Maldini, Tassotti e altri, sono le cose che rendono particolare il Milan. Diciotto anni fa si saltava una gara di campionato e si veniva qui, non cera molto tempo per prepararsi. Non era una partita fondamentale per gli europei che infatti la perdevano, lo era invece per i sudamericani. Ma la nuova formula ci ha fatti concentrare al massimo, abbiamo portato qui in Giappone tutto il Milan. Ci sono qui con noi 70 persone, fra cui endocrinologi che stanno facendo di tutto per alleggerire il rapporto dei nostri giocatori con le difficoltà del fuso orario.

Tocca poi a Paolo Maldini rispondere ad una domanda su Ronaldo: Sembrava fosse passato il suo problema, invece lui dopo Lisbona era molto triste. Noi siamo dispiaciuti sul piano umano, ma anche sul piano tecnico perché non è facile rinunciare ad un campione come lui. Non è contento, è un grande giocatore, vorrebbe giocare sempre e invece non gioca da molto tempo.

I temi tecnici sul Mondiale per Club chiamano in causa Carlo Ancelotti: Abbiamo visionato tutte le squadre e stasera vedremo la prima partita del torneo. LUrawa, nella parte del nostro tabellone, ha più esperienza e più individualità rispetto alla squadra iraniana. Quella giapponese è la squadra che ha più vantaggi perché gioca in casa e non deve smaltire il fuso, ha anche un tasso tecnico piuttosto elevato. Al nostro rientro in Italia invece sappiamo che dovremo recuperare tre partite ma sappiamo anche che intendiamo fare molto meglio in casa per recuperare i punti che ci separano dal quarto posto.

La chiusura è di Alberto Gilardino (Queste vigilie mi confermano che nellestate 2005 ho fatto la scelta giusta, il Milan) e di Kaladze: Nel 2003 non ho giocato, ero in panchina, reduce da un brutto infortunio. Mi era spiaciuto molto perdere ai rigori. Adesso sto bene e sono molto contento di essere qui con il Milan.


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07.12.2007 08:39 +0300
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